Il progetto educativo del CDpM

Cos’è il CDpM

Il Centro Didattico produzione Musica APS è una associazione no profit del terzo settore operante nella didattica, pedagogia e produzione musicale dal 1987 in convenzione con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Bergamo.

Il CDpM è ente accreditato al MIM Ministero dell’Istruzione e del Merito nel Piano Nazionale delle Arti con Decreto n. 764 del 14/8/2019 ed è vincitore di diversi bandi nazionali SIAE MIC Per Chi Crea e Formazione NUOVO IMAIE 2025.

Ha sede legale in Bergamo in Via 4 Novembre 38, mentre la sede dei corsi musicali è a Curno In via Trento 26 al confine con il quartiere Longuelo di Bergamo.

Il progetto didattico e le attività formative sono verificati e validati  dal paradigma pedagogico e scientifico internazionale audiotattile attraverso una convenzione con FoRMMA – Fondazione per la Ricerca sulla Musicologia e le Musiche Audiotattili e la figura professionale del Formatore delle Musiche audiotattili registrata al MIMIT Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai sensi della legge 4/2013.

Il progetto educativo del Centro Didattico produzione Musica:

  • attua una didattica per competenze
  • si fonda sulla cognitività sia di tipo audiotattile sia di matrice visiva
  • è inclusivo
  • è orientativo
  • privilegia attività performative e laboratoriali
  • è individualizzato secondo i differenti bisogni e stili di apprendimento
  • prevede strumenti compensativi per alunni con BES e Disabilità
  • educa alla creatività e all’autonomia (imparare a imparare)
  • scopre e valorizza i singoli talenti
  • coniuga formazione e produzione
  • è world oriented
  • è accessibile economicamente
  • offre spazi e servizi per fare musica
  • è costantemente aggiornato pedagogicamente e tecnologicamente

Formazione e produzione musicale

Il progetto CDpM riveste caratteristiche di unicità sul territorio nazionale, ottenendo riconoscimenti pubblici e istituzionali per l’efficacia con cui ha coniugato formazione e produzione musicale. Focus dell’associazione è la ricerca pedagogica al fine di realizzare percorsi educativi (di base, strumentali, di specializzazione) mirata a porre al centro il soggetto e le sue caratteristiche cognitive e di apprendimento attraverso percorsi individualizzati in musica. Questo approccio epistemologico possiede molteplici caratteristiche virtuose utili alla prevenzione del disagio e al supporto delle “nuove” fragilità giovanili. CDpM svolge quindi una funzione orientativa anche per chi intende affrontare la musica professionalmente. Contestualmente offre strumenti, spazi, opportunità, percorsi educativi fruibili da tutti, garantendo piena accessibilità sia sotto il profilo economico, sia sociale e culturale.
È inoltre un progetto autosufficiente grazie alla sua struttura associativa non profit (è ente del Terzo settore iscritto al RUNTS) che da quarant’anni svolge una funzione acceleratrice di diversi processi di protagonismo giovanile e artistico sul territorio.
Occorre ricordare a questo proposito il progetto Emergenti condotto per 18 anni in collaborazione con Comune e Provincia di Bergamo insieme a Bergamo TV e Eco di Bergamo. Una iniziativa che ha dato la possibilità a circa 500 gruppi e oltre 1.500 giovani musicisti di crescere, esibirsi e trovare, in molti casi, una collocazione professionale. Analoghi risultati sta ottenendo Bergamo International Jazz Day UNESCO che ha creato in sei edizioni una vera e propria comunità musicale composta da giovani musicisti pubblico, studenti delle scuole dell’obbligo e istituzioni pubbliche e del terzo settore. Le lezioni concerto promosse all’interno del Festival Bergamo Jazz e del Progetto Scuola in convenzione con il Comune di Bergamo ha visto la partecipazione dal 1990 al 2026 di oltre 40.000 studenti.
Didattica e produzione 
musicale sono facce della medesima medaglia e consentono di far leva e sviluppare proprio quelle caratteristiche audiotattili di tutte le musiche senza distinzione di generi e stili. Per questi motivo è importante sottolineare la dotazione tecnologia e strutturale del CDpM   che consente di realizzare in spazi attrezzati (aule studio, sale prova, studio di registrazione) e con strumentazione mobile, le diverse attività di formazione, i laboratori di musica d’insieme  sia nella sede sia nelle scuole – a partire dalla primaria – e sul territorio.

La formazione musicale: analisi dei bisogni, il quadro normativo, le nuove fragilità giovanili

La musica rappresenta uno dei linguaggi espressivi privilegiati grazie al quale i giovani riescono a trovare una propria identità condividendola nel gruppo dei pari. Evoca un mondo immaginario in cui le qualità emotive e creative del singolo individuo possono essere espresse liberamente. Per questo motivo la musica ha costituito la colonna sonora di intere generazioni interpretando sogni, aspettative e contraddizioni che, proprio in virtù della dimensione sociale della musica, ha accompagnato i giovani nella crescita e nella costruzione della loro personalità.
La musica è inclusiva. Insegna ad ascoltare e a fare un passo indietro per accogliere e incontrare altri universi culturali ed emotivi.
Esistono diversi modi per fruire della musica: come ascoltatore di concerti, dischi, trasmissioni televisive, radiofoniche e dei nuovi media, e come “produttore”. Cioè come protagonista della musica “facendola” attivamente a livello individuale e di gruppo. Tale approccio realizza un processo audiotattile autoformativo e autodidattico fondato prevalentemente su codici sub simbolici per appropriarsi con maggiore consapevolezza dei codici simbolici visivi della musica (partitura, teoria musicale) .

Il CDpM pone particolare attenzione alla formazione dei formatori con attività di aggiornamento didattico e pedagogico legate alla figura del Formatore delle musiche audiotattili.  A tal fine promuove con regolarità seminari, workshop, convegni, incontri su specifiche tematiche didattiche e pedagogiche rivolti sia ai docenti del centro sia a quelli delle scuole pubbliche sia agli studenti dei corsi musicali. Particolare attenzione è rivolta ai piani didattici personalizzati e individualizzati predisposti per  studenti con bisogni educativi speciali (BES), con disabilità, Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) ed evolutivi specifici e svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale.
Tuttavia, le fragilità dei giovani di oggi riguardano anche giovani già inclusi in percorsi scolastici o lavorativi ma che non hanno la possibilità di esprimere adeguatamente il loro talento creativo. Anche per questi soggetti, che costituiscono la maggioranza dei ragazzi di oggi, il CDpM  adotta strategie individualizzate capaci di valorizzare gli  stili di apprendimento ed elaborare strategie adeguate passando dall’oggetto della didattica (i generi musicali) ai soggetti dell’azione formativa Cioè di chi apprende e secondo quali modalità.
La metacognizione è infatti un processo di autoriflessione sul fenomeno conoscitivo che sta alla base del duplice processo insegnamento/apprendimento.
La musica non solo è in grado di creare la fondamentale competenza di imparare a imparare ma offre la possibilità ad ognuno di trasferire le specifiche abilità, conoscenze e competenze in tutti gli ambiti della vita e generare quindi benessere individuale. La musica è una straordinaria palestra per sperimentare e acquisire competenze ma necessita di opportunità, strutture, strumenti adeguati e docenti aggiornati e capaci a loro volta di mettersi in discussione. Ciò si realizza attraverso soluzioni creative a situazioni problematiche mettendo in gioco abilità e conoscenze e individuali e di gruppo. L’ascolto reciproco diventa perciò interplay con ruoli variabili ora di solista ora di supporto, nel quale si impara ad agire per sottrazione realizzando un prodotto autentico che rappresenta la soluzione originale di un problema complesso.  In musica il prodotto autentico è l’esecuzione consapevole di un brano musicale e non la traduzione digitale su una tastiera, oppure la realizzazione di una composizione “lenta” o in tempo reale, individuale e di gruppo.
Tutte queste riflessioni sono alla base del progetto educativo del Centro Didattico produzione Musica inaugurato nel 1987 e che, da allora, si è arricchito con il continuo aggiornamento e il contributo dei propri docenti avvenuto con il confronto con altre realtà formative nazionali ed internazionali con le quali si è creata una rete di collaborazioni e interscambi.

Il progetto educativo CDpM: dalla cognitività audiotattile alla didattica per competenze

Si rende necessaria una didattica in grado di affrontare le peculiarità del nuovo modo di fare musica nel XX secolo basato non solo sulle componenti visive e alle loro relazioni mirate prevalentemente alla trasmissione scritta della partitura e all’esecuzione musicale allografica (scritta da altri ed eseguita attraverso la partitura), ma alla razionalità psico-corporea e sull’azione orientata dal contesto complesso sistema di relazioni esistenti e quindi alla musica realizzata in modo autografico.
In altre parole, si attua una didattica attenta ai diversi aspetti connessi alla estemporaneità dell’atto musicale e creazione generata con l’improvvisazione/estemporizzazione con nuovi materiali melodici, armonici, ritmici, timbrici, di interplay.
Si tratta di aspetti assolutamente rivoluzionari che appartengono al DNA del jazz e di musiche derivate come il rock e il pop e che hanno trovato una collocazione musicologica, nella teoria audiotattile. Secondo tale teoria esistono fondamentalmente due modi con cui l’individuo si relaziona all’ambiente: la cognitività audiotattile e la matrice visiva.
La prima si basa su un modello afferente alle peculiarità dell’interazione somato-psichica con il contesto, valorizzando gli aspetti che si originano dal linguaggio corporeo, come l’energia psico-motoria, l’intuizione, l’empatia. In questo ambito si collocano quindi: lo swing, il groove, il drive, l’attitudine propulsiva/depulsiva.
La matrice visiva, come detto in precedenza si fonda su sistemi di regole teoriche di tipo astrattivo proprio come accade nel sistema di notazione della musica scritta e nella teoria musicale convenzionale.
La nuova didattica basata sugli aspetti audiotattili della musica ha il pregio di annullare la contrapposizione, anche di tipo valoriale, tra oralità e scrittura, di abolire l’opposizione tra prodotto e processo
La riflessione sulle caratteristiche audiotattili del jazz e delle musiche derivate rock e pop ha gradualmente definito le modalità dell’approccio didattico che tende a privilegiare gli aspetti performativi e laboratoriali. La musica, perciò, si impara in questo modo partendo dai primi approcci  fino alla specializzazione professionale.
La metodologia è prevalentemente di tipo induttivo e quindi partendo dall’atto sonoro si giunge alla definizione delle caratteristiche melodiche, ritmiche, armoniche, tecniche, di produzione sonora della musica e all’acquisizione di concetti e regole astratte e peculiari della teoria musicale. La cognitività audiotattile consente di definire e acquisire abilità e conoscenze psicomotorie e relazionali che si integrano con quelle cognitive astratte fondate sulla matrice visiva.
In altre parole, il fare musica diventa prioritario ma non è esclusivo e si appoggia, ove necessario, al sistema di notazione convenzionale, alle regole della teoria e dell’armonia, alle conoscenze fornite dalla musicologia moderna.
Tutti questi elementi consentono al musicista, e allo studente di musica nel caso specifico, di affrontare autonomamente situazioni nuove nelle quali trasferisce abilità, conoscenze, tecniche apprese ora in contesti audiotattili ora di matrice visiva. In altre parole, crea competenze.
Mette quindi lo studente nelle condizioni di acquisire alcune pratiche “autodidattiche sia per il successo scolastico in musica sia per la definizione della propria personalità musicale. Non esiste un metodo unico per insegnare la musica ma tanti metodi quanti sono i singoli studenti.
Questa consapevolezza ci ha portato a verificare che la didattica per competenze è oltremodo efficace in quanto sviluppa e valorizza i differenti stili cognitivi di ogni studente anche in presenza di disabilità o disturbi specifici di apprendimento.

——————————————————————————-

Bibliografia selezionata di riferimento

  • Gunther Shuller, Early Jazz: Its Roots and Musical Development. Oxford University Press. 1968. New printing 1986.
  • Gunther Shuller, The Swing Era: The Development of Jazz, 1930–1945. Oxford University Press. 1991.
  • Andrè Hodeir, Uomini e problemi del jazz, Longanesi 1958Marshall Mc Luhan, Gli strumenti del comunicare (Il Saggiatore, Milano) ISBN 88-515-2029-1; originale: 1964 Understanding Media: The Extensions of Man (Gingko Press) ISBN 1-58423-073-8
  • Giorgio Gaslini. Musica totale. Intuizioni, vita ed esperienze musicali nello spirito del ’68. Milano, Feltrinelli 1975 (ora in Giorgio Gaslini. Il tempo del musicista totale. Milano, Baldini Castoldi Dalai 2002. ISBN 88-8490-120-0)
  • Giorgio Gaslini. Tecnica e arte del jazz. Il ritmo, le scale, gli accordi, la composizione, l’improvvisazione, le nuove strade. Milano, BMG Ricordi 1982. ISBN 88-7592-356-6
  • Caporaletti, Vincenzo (2000). La definizione del swing. Il fondamento estetico del jazz e delle Musiche audiotattili. Teramo, Italy: Ideasuoni. ISBN 97888-903155-0-3.
  • Caporaletti, Vincenzo (2005). I processi improvvisativi nella Musica. Un approccio globale. Lucca: LIM. ISBN 978-88-7096-420-2.
  • Caporaletti, Vincenzo (2014). Swing e Groove. Sui fondamenti estetici delle Musiche audiotattili. Lucca: LIM. ISBN 978-88-7096-778-4.
  • Caporaletti, Vincenzo (2019). Introduzione alla teoria delle musiche audiotattili. Un paradigma per il mondo contemporaneo. Roma: Aracne. ISBN 978-88-255-2091-0.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: