Musiche dalle Città Invisibili

Claudio Angeleri | citta-invisibili

Musiche dalle Città Invisibili è un progetto originale di musica, parola e luce ideato dal pianista e compositore Claudio Angeleri ed ispirato al noto libro di Italo Calvino “Le Città Invisibili”.

“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.” (Italo Calvino)

Si tratta di un viaggio fantastico in alcune tra le città descritte nel libro di Calvino da Marco Polo al Gran Kahn. Si narra di luoghi immaginari al di fuori del tempo che ricordano antiche città o metropoli modernissime. Alcune sono sospese su lunghi trampoli altre sono al confine tra due deserti, di sabbia e di mare, altre ancora sono perfettamente identiche tra loro anche a migliaia di chilometri di distanza.
Per tradurre in spettacolo questo caleidoscopio di immagini e sensazioni si è lavorato sia sulle specificità dei diversi linguaggi (musica, parola, immagini) sia sulle nuove possibilità offerte dai rapporti interdisciplinari.
E’ la musica, ad esempio, a narrare il racconto assumendo perciò la funzione descrittiva specifica del testo mentre la parola, recitata o cantata (e spesso anche filtrata elettronicamente), viene spesso utilizzata più per la potenziale qualità musicale che per la coerenza lessicale.
Lo spettacolo, in linea con la logica del libro di Calvino offrire al pubblico una sequenza di quadri, diversi tra loro, ognuno con una propria storia ed i suoi protagonisti.
Di conseguenza i suoni tracciano una molteplicità di impronte uditive, attraverso la parola letta e cantata e attraverso i diversi strumenti, come scie luminose che indicano percorsi individuali all’ascoltatore, che le può vivere nella loro piena potenzialità rendendole in ogni istante “individuali” nell’interpretazione, in quanto “non sempre i segni, così come li cogliamo, ci dicono ciò che noi crediamo ci vogliano dire”.

      Bauci
      La Città Sottile
      Despina
      La-Città-Continua
      La-Città-Possibile

Bauci, è una città eterea sospesa. I suoi abitanti vivono su delle palafitte da cui non scendono mai perché rispettano e amano a tal punto la terra da evitarne ogni contatto. Esiste però un’altra ipotesi. Forse gli abitanti stanno lassù perché in realtà odiano la terra, la preferivano com’era prima e così decidono di guardarla dall’alto con dei cannocchiali, completamente assenti.

Cloe, è il prototipo della metropoli moderna. Tutto avviene velocemente. Nessuno si conosce. La gente si scambia solo rapidi sguardi mentre sale su una scala mobile o incrocia un’espressione da un treno in corsa.

Smeraldina, nell’immaginario calviniano rappresenta sicuramente Venezia. Una città duplice in cui le vie di terra e di mare si incrociano e si sovrappongono. La voce recita storie di terra intersecandosi con la voce cantata che narra dell’acqua e dell’aria.

La città sottile (strumentale) Le città sottili rappresentano una categoria di città nel libro di Calvino. Città sospese che sfidano la gravità con i ponti, toccano il cielo con guglie e antenne finissime, galleggiano sull’acqua in continua ondulazione.

Despina (per voci recitanti e strumentale) Despina è una città di mare e di terra al confine tra l’oceano di sabbia e di mare. Non è una città “occidentale” ma un porto di una terra esotica dai sapori e profumi speziati.

La città continua, propone un tema molto attuale: l’omologazione degli spazi e dei ritmi urbani. Capita infatti che città anche molto distanti tra loro siano pressoché identiche: stesse case, stesso aeroporto, stessi alberghi. Anche le persone sembrano le stesse. Spesso i luoghi sono centro e periferia di loro stessi senza soluzione di continuità.

La città perfetta, si racconta di una città costruita seguendo per filo e per segno le indicazioni di architetti, filosofi, astronomi. E’ tutto perfetto, anche i suoi abitanti. Sono talmente perfetti che per generazioni e generazioni hanno preservata integra la loro razza, fino a quando…

Eutropia, in questa città tutto cambia in continuazione: i luoghi, i mestieri, le persone. Succede però che l’ansia di vivere emozioni nuove e diverse è talmente repentina che alla fine tutto rimane identico a sé stesso.

La città possibile, da qualche parte esiste probabilmente la città che abbiamo sempre sognato. Una città che riassume in sé possibilità e desideri, sogni e realtà. Non esiste una rotta prestabilita, per trovarla occorre cercare dentro noi stessi.

I protagonisti

Claudio Angeleri, pianoforte, composizione
Franco Ambrosetti, tromba
Paola Milzani, voce
Silli Togni, Oreste Castagna, attori
Giulio Visibelli, flauto, sax soprano
Gabriele Comeglio, sax alto, baritono, flauto
Marco Esposito, basso elettrico
Tony Arco, batteria

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